| La ricerca in Superficie |
| giovedì 29 maggio 2008 | |
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La ricerca di persone disperse in superficie (boschi, campi, ecc.) è influenzata da vari fattori, quali la tipologia del terreno, il tempo di intervento, le condizioni meteorologiche, le informazioni generali e sullo stato di salute del disperso. La ricerca può essere effettuata su pista , nel qual caso il cane, intercettato l'odore del disperso sul terreno, lo segue, non avendo la certezza che sia l'effettiva traccia della persona smarrita e che nella zona non sia passato qualcun altro. Un altro sistema di ricerca, sempre su pista , si avvale della presenza di un indumento della persona dispersa, da far annusare al cane, che una volta trovata la pista, la segue. Il metodo è sicuramente positivo, se ci sono determinati presupposti che lo permettano, ma che sono stati riscontrati raramente. Di fatto, questa tecnica di ricerca è stata usata fino ad una decina di anni fa ed ora è in disuso, in quanto l'indumento non sempre era reperibile e incontaminato (era probabile che venisse toccato da più persone, ecc.), la richiesta d'intervento poteva avvenire dopo molto tempo dalla sparizione del disperso, i cambiamenti meteorologici influivano sulla pista, il punto di inizio ricerca non sempre era individuabile, diventava difficoltoso operare con più unità cinofile, dovendo seguire tutti i cani la medesima pista, e si correva il rischio di allontanarsi troppo dalla base delle operazioni. Un ulteriore sistema di ricerca, chiamato a scovo , o a zona , che viene utilizzato da molti anni, prevede che il cane venga addestrato a percepire l'odore nell'aria ed a spaziare, a zig-zag, coprendo una zona circoscritta, gestita dal conduttore, il quale valuta come impostare la ricerca in base alla morfologia del terreno, alla direzione del vento, ecc. Questo metodo permette di coprire una vasta area, suddivisa in varie zone, con più unità cinofile. I vantaggi riscontrati sono molti: ad esempio, la ricerca non è condizionata dagli eventi atmosferici, dai tempi d'intervento e dall'odore di altre persone passate in zona. Inoltre, altri gruppi cinofili nella nostra zona utilizzano questo sistema, per cui la collaborazione con loro non si scontra con metodi di ricerca diversi. Il cane viene liberato da guinzaglio e collare e gli viene fatta indossare la pettorina, che oltre ad essere visibile nell'oscurità, grazie alle strisce fosforescenti, permette alle persone che incontrano il cane durante la ricerca – ed al disperso, in caso di ritrovamento - di riconoscerlo come cane da soccorso. Il conduttore ha con sé uno zaino, nel quale trovano posto acqua per lui e per il cane, alimenti, generi di primo soccorso ed indumenti di ricambio. La base radio gestisce le operazioni ed ha sempre sotto controllo le u.c.s. e la loro posizione. Le nostre u.c.s., dopo circa venti mesi di addestramento ed attività, vengono sottoposte all'Esame Attitudinale Ministeriale E.N.C.I., al quale segue la prova operativa interna, con commissione A.N.A.. Oltre alla prova di ricerca, viene valutato anche il conduttore, che deve possedere nozioni di primo soccorso, conoscenza di tecniche di nodi, corde, imbraghi per lui e per il cane, deve sapersi orientare usando cartine e bussola ed avere cognizioni di comunicazioni radio.
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 19 novembre 2009 ) |